arte

La ciotola-ortolano

Continuando sull’argomento della “Natura Morta” già affrontato in precedenza, qui intendo descrivere quest’opera che, rappresentata a sinistra in posizione normale ha un effetto, mentre in posizione ruotata ha un effetto completamente diverso. Fa parte del genere pittorico denominato “quadro reversibile” in quanto, a seconda di come si gira, mostra una diversa immagine. E’ un dipinto su tavola di modeste dimensioni che è stato realizzato da Giuseppe Arcimboldo, un pittore del Cinquecento Italiano molto famoso anche oggi e si trova presso il Museo Civico di Cremona. Questo non è un genere pittorico nuovo in quanto, già nell’epoca dell’Antica Roma, esistevano rappresentazioni pavimentali a mosaico di tipo figurativo che a seconda della posizione in cui si trovava il passeggiatore, si intravedeva un diverso volto del tipo “giovane – vecchio”.

A sinistra si può notare in basso una ciotola metallica contenente una composizione di ortaggi e frutti di stagione del tempo, ben inseriti nel suo interno e rappresentati con dovizia di particolari da sembrare molto realistici. A destra invece lo stesso quadretto, ribaltato, fa scoprire tutta un’altra raffigurazione in quanto la ciotola, ora in alto è diventata un copricapo e la composizione di ortaggi dimostra, come per incanto, il volto di un ”ortolano” con le foglie che diventano barba e capigliatura, e poi gli ortaggi e frutta che fanno intuire il naso, la bocca, gli zigomi e gli occhi, rimandando così nel complesso alla fisionomia di un personaggio che, con espressione rubiconda, rivolge lo sguardo allo spettatore.

Per l’esposizione di tale opera in ambito museale, viene applicato in basso alla stessa uno specchio inclinato che mostra contemporaneamente la tavola ribaltata e nella visione d’insieme la magia particolare che si crea all’osservatore, risulta ammaliante e inquietante allo stesso tempo. Questa rappresentazione pittorica di estrema fantasia, sorprese molto il pubblico dell’epoca in quanto l’artista è riuscito a ravvivare un genere prettamente di “natura morta”. Lo stesso pittore si produsse anche in molte altre opere, dove invece sono state rappresentate “figure composite” cioè formate attraverso incastri di oggetti e prodotti vari che nel particolare e preciso assemblaggio e cura dei dettagli, diventano forme umane o ritratti veri e propri.

 

A cura di Arch. Rivetti Luigi

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