arte

Il frutto del peccato

15 Mosaico-di-Otranto-Adamo-ed-Eva-si-scambiano-un-Fico.

In tema biblico è possibile trovare varie forme interpretative delle vicende descritte nella Bibbia e gli artisti hanno tentato di visualizzarle modificandole nei vari secoli molto spesso in modo personale. Una di queste, che desta particolare curiosità, è il racconto del Paradiso Terrestre con Adamo ed Eva che mangiarono il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, contravvenendo alla proibizione di Dio. Per questa ragione diventarono gli artefici principali del “Peccato Originale” che procurò al mondo successivo un’esistenza perennemente difficile e di degrado sia morale, che fisico e spirituale.

Di questa vicenda però non è mai stato chiarito di quale frutto abbiano effettivamente mangiato ed è per questo che fin dalle sue prime rappresentazioni artistiche, si sbizzarrisca la fantasia. Infatti partendo da quella più diretta che fu il “fico” per la conseguenza logica che subito dopo l’assaggio, Adamo ed Eva scoprirono di essere nudi e, presi da un senso di vergogna, si coprirono con le foglie di fico, altri filoni interpretativi hanno ipotizzato che si trattasse di un grappolo d’uva, o di un dattero, o di un melograno e in pratica di frutti che potevano crescere nel Medio Oriente.

Invece l’identificazione dell’albero con il melo, rappresentato dagli artisti dal Rinascimento in poi e facente parte ancora oggi della tradizione popolare, deriva dalla traduzione latina un po’ storpiata del significato di “malum”che oltre a mela significava il “male”, quindi albero del malum nel Medioevo diventa il melo. Oggettivamente, anche se la mela già nella tradizione greca classica veniva considerata come il frutto della fertilità, che fosse il melo l’albero della discordia, pensando al Giardino dell’Eden nel Medio Oriente, è quanto mai improbabile per effettive ragioni climatiche.

A riprova di quanto detto, l’immagine in alto è un particolare del mosaico pavimentale di grandi dimensioni della cattedrale di Otranto (LE) completato nel 1165 dove si può notare che all’interno di cornici rotonde si trovano Adamo ed Eva, rappresentati in modo stilizzato, seduti a cavalcioni sui rami più alti di un grande albero ed Eva è tentata da un serpente: ebbene l’albero è un fico ed entrambi stanno raccogliendo liberamente i loro frutti.

Le altre due immagini in basso si trovano nella chiesa di Galatina (LE) e sono dei particolari di un ciclo affreschi trecenteschi presenti all’interno e raffigurano Eva ed Adamo nell’atto di mangiare il frutto proibito, che in questo caso è un dattero preso dall’albero che è alle loro spalle. In particolare Adamo si porta la mano al collo come a presagire di stare ingoiando un “boccone amaro” e quindi si bloccasse nella gola: da ciò la definizione ancora in uso che la protuberanza degli uomini sulla gola, venga identificata impropriamente “pomo di Adamo”.

A cura di Arch. Rivetti Luigi

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