arte

I confetti di Teodolinda

teodolinda e i confetti

teodolinda confetti

Il confetto è un preparato alimentare già conosciuto all’epoca dell’antica Roma con la variante che a quel tempo, non essendo ancora stato scoperto lo zucchero, come rivestimento si produceva un composto dolce formato da miele e farina che avvolgeva la mandorla:  solo dopo il 600 d.C. si cambiò l’involucro con lo zucchero lavorato, che nel frattempo era stato importato dagli arabi. Questa sorta di “bon bon”, ha avuto fin dalle sue origini un significato simbolico e cerimoniale, per cui si era soliti usarli nelle celebrazioni di nascite, di matrimoni e data la sua preziosità profonda, venivano conservati e protetti in cofanetti decorati o in raffinati calici con relativo coperchio.

Per tradizione il dono del confetto singolo significa l’unicità dell’evento, nel numero di tre sta ad indicare l’augurio che la coppia generi un figlio, cinque confetti è segno di prosperità.

Nelle rappresentazioni artistiche i confetti compaiono per la prima volta negli affreschi del 1400 presenti nella Cappella di Teodolinda all’interno del duomo di Monza. La regina longobarda, vissuta tra la fine del 500 e gli inizi del 600 d.C., aveva la sua residenza principale nella capitale del regno che era Milano, mentre Monza, per la sua particolare amenità, era la sua amata località di villeggiatura e qui aveva fatto costruire la chiesa originaria dove poi è stata seppellita con il marito e il figlio.

L’affresco in stile tardo gotico rappresentato in alto, è una delle 45 scene della sua vita presenti in questa cappella palatina, dove si descrive il momento preliminare delle nozze attorno ad una tavolata rivestita di una tovaglia bianca, sulla quale si possono riconoscere i confetti sparsi o contenuti su apposite coppe ricolme, e tutt’intorno gli ospiti. E’ da notare la viva riconoscenza dei regnanti del tempo riguardo a questa sovrana longobarda che a distanza di più di 600 anni dalla sua morte, oltre ad ampliare la chiesa originaria nelle bellissime forme gotiche attuali, gli stessi hanno deciso di far affrescare tutta la sua cappella da artisti del tempo di ottima levatura come gli Zavattari.

L’atmosfera che si percepisce è di grande regalità, con una profusione di particolari che denotano chiaramente gli usi, i costumi e le capigliature riconducibili più al primo rinascimento che al periodo altomedievale in cui la regina ha vissuto. Nell’immagine in basso si vede un primo piano della sovrana con al suo fianco sinistro il re Agilulfo suo sposo, mentre a destra un loro dignitario e di fronte un giovane, tutti intenti a degustare un confetto.

A cura di Arch. Rivetti Luigi

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