arte

In Cena Domini

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Le rappresentazioni dell’Ultima Cena nel mondo cristiano, vengono impostate dalla maggior parte degli artisti, attraverso i secoli, prevalentemente con Gesù al centro e gli apostoli, in atteggiamento di tensione per la notizia del tradimento di uno di loro, ai suoi lati. Ma l’impostazione a “banchetto”, prende forma e spunto da quanto in uso nell’antichità classica pagana: infatti il modello è di diretta derivazione romana, partendo dal convito nel triclinio delle residenze patrizie. Tra l’altro nei primi secoli D.C. era usanza nella disposizione dei commensali, far accomodare sdraiati quelli più importanti all’estremità del divano a forma di ferro di cavallo e come appoggio delle pietanze si usava il tavolo tondo “mensa” posto centralmente che prendeva la stessa curvatura del divano.    Con l’avvento del Cristianesimo questo momento aggregativo così in uso, verrà confermato e in pratica riproposto nei dipinti almeno fino a dopo l’anno Mille, poi si trasformerà nell’impostazione che oggi conosciamo.

L’immagine a mosaico in alto del VI secolo D.C., che si trova all’interno della chiesa di S. Apollinare Nuovo a Ravenna, di puro stile bizantino, è la più antica e importante testimonianza di Ultima Cena. Qui si vedono i personaggi tutti togati e distesi alla romana, dove Gesù è a sinistra in atto benedicente e riconoscibile dalla diversa colorazione della veste e dalla grande aureola; a destra prende posto Giuda e dietro, nel semicerchio, gli altri apostoli. Sul tavolo centrale, rivestito di candida tovaglia, oltre ai sette pani, fa bella mostra un vassoio con due grossi pesci rivolti verso Gesù e la  loro presenza, al posto del vino, sottolinea l’alto significato simbolico di questo cibo, in quanto oltre che un mezzo di nutrimento spirituale, il pesce in sé indica Cristo, “ichtus” in greco.

L’affresco in basso invece si trova all’interno dell’Abazia Benedettina di Sant’Angelo in Formis (Capua) del IX secolo D.C., in piena età medievale che, come si vede, mantiene ancora l’impostazione di tipo classico romano. Infatti gli apostoli sono sempre sdraiati nel semicerchio del divano, Gesù è a sinistra anche qui in atto benedicente, riconoscibile dalla veste colorata e dalla grande aureola; inoltre si nota uno degli apostoli che indica il centro della tavola dove al posto del vino, è presente questa volta, in un vassoio rialzato, un agnello arrostito simbolo del sacrificio pasquale. Giuda è sempre a destra, con atteggiamento pensieroso ma in questo caso è seduto su uno sgabello basso, segno di inferiorità e al di fuori della tavolata.

A cura di Arch. Rivetti Luigi

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