arte

Un brindisi dal Fayum

La regione del Fayum, identificata in Egitto a sud del Cairo lungo il fiume Nilo, ha la peculiarità di essere  stata colonizzata prima dai Greci, durante le conquiste di Alessandro Magno e poi dai Romani con Giulio Cesare. La mescolanza delle popolazioni emigrate nei luoghi colonizzati grazie al commercio, ha provocato la graduale modifica nel tempo degli usi e costumi negli Egiziani nativi, con l’avvicinamento di questi alle concezioni di tipo “occidentale”. E’ soprattutto nella ritualità della sepoltura che si possono riscontrare soluzioni diverse da quanto tramandato nella cultura millenaria egizia al tempo dei faraoni e ancora persistenti nelle altre zone. Le immagini in alto mostrano dei ritratti funebri di persone vissute circa 2000 anni fa che provengono da quei luoghi e sono state scoperte alla fine del 1800 all’interno di sepolture nelle necropoli, con le mummie ed i corredi. Sono incredibilmente in perfetto stato di conservazione grazie al clima africano molto secco e caldo che ha contribuito a preservare sia le mummie con le tramature dei tessuti di lino, che i colori intensi dei ritratti. La riproduzione di uomini, donne e bambini, che si è scoperta in moltissime tombe recuperate, è molto variegata e la qualità della pittura denota l’epoca di esecuzione, la bravura del pittore e il ceto sociale del defunto. Le tavolette in legno dipinte ad encausto, venivano inserite alle mummie in corrispondenza del viso e le figure mostrano personalità, fierezza e orgoglio di appartenenza alla comunità indigena. L’abbigliamento è la tunica bianca decorata ai lati con bande scure, identificativo della classe sociale romana, e i personaggi venivano dipinti quando ancora erano in vita e rimanevano appesi nella propria casa in attesa della collocazione definitiva nella mummia. I ritratti qui raffigurati tengono tutti sulla mano sinistra un bicchiere o calice riempito di vino rosso, sulla sinistra stringono una ghirlanda di fiori e questi sono elementi che simboleggiano il rito della “festa  funeraria”. Il primo a sinistra, dipinto su lino con effetto realistico e ricco di dettagli, è un ritratto di un uomo abbronzato ed è conservato al Louvre – Parigi, mentre l’altro, che mostra un giovane dipinto su tavola e con finitura esecutiva più artigianale, si trova nel museo Archeologico di New York.

A cura di Arch. Rivetti Luigi

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