arte

La pagnotta Egiziana

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Se riusciamo ad avere notizie ed informazioni sugli usi e costumi alimentari dell’Antico Egitto, lo dobbiamo soprattutto agli affreschi, scritti, rilievi ed oggettistiche varie presenti sia nelle tombe che nei contesti funerari.

Infatti, nella concezione egiziana, la morte non rappresentava una conclusione della vita, ma un momento di passaggio ad una nuova realtà, che era di fatto proiezione di quella terrena. La tomba pertanto era l’abitazione del defunto, il quale, anche se mummificato, continuava ad avere gli stessi bisogni di un vivente e per sopravvivere nell’Amenti (l’oltretomba egiziano) si garantiva allo stesso ogni necessità, con ricchi corredi e offerte comprese le scorte alimentari. E in effetti, oltre alle decorazioni delle pareti, le sepolture egizie ci hanno restituito tagli di carne accuratamente mummificata, pagnotte di pane, giare per bevande e altri generi alimentari, conservatisi perfettamente grazie al clima secco egiziano.

Se guardiamo la foto in alto, è possibile riconoscere alcune forme di pane recuperate all’interno di una tomba della V Dinastia, realizzata almeno 4.500 anni fa, che si dimostrano ancora perfettamente integre e col nastro di avvolgimento per il trasporto. Nell’immagine centrale invece è raffigurata una statuetta, conservata nel Museo Egizio di Firenze, che rappresenta la “Serva della tomba” (figura tipica dei corredi funerari egiziani) e cioè l’ancella incaricata di macinare i cereali tra cui orzo, farro e avena indispensabile per il pane del defunto. In basso infine, il particolare di un affresco sempre all’interno della tomba di un dignitario dove sono rappresentati dei servi fornai intenti alla panificazione in diverse varietà e a una sorta di pizza. Qui si distinguono gli operatori del faraone organizzati per una produzione continua, con gli impastatori che stanno lavorando in piedi su appositi tavoli e si vedono mensole ricolme di prodotti finiti e pronti alla consumazione. In tal senso, il defunto che assiste all’operosità dei suoi servi, è rassicurato contro una ipotetica carenza alimentare che potesse interrompere il suo cammino verso l’eternità.

A cura di Arch. Luigi Rivetti

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