arte

Pagnotta pompeiana

pagnotta

pagnotta e fichimercato pompeiano

 

La foto a sinistra in alto qui raffigurata, mostra in modo evidente la sagoma di una pagnotta di pane del periodo Romano, trasformatasi in duro carbone a seguito dell’eruzione del Vesuvio avvenuta 2000 anni fa e ora conservata al British Museum di Londra.

E’ straordinario il fatto che questo prodotto dell’uomo si sia così ben conservato fino ai nostri giorni e possa quindi trasmetterci  informazioni circa la sua composizione alimentare e le caratteristiche esteriori.

L’affresco a destra in alto, estratto da una pittura parietale Romana dell’area Vesuviana, mette in risalto una raffigurazione di questo alimento composto assieme a due fichi:    è un quadretto dipinto in modo un po’ stilizzato ma di gustoso effetto e che richiama una “natura morta”.

Alla destra l’immagine, estratta da un’abitazione Pompeiana e ora nel Museo Archeologico di Napoli, ha un che di stupefacente in quanto il dipinto riesce a far assaporare un momento di vita quotidiana ed ha come soggetto questo cibo primario dell’alimentazione dell’epoca e non solo.

Ma andiamo ora ad analizzare nel dettaglio la nostra pagnotta che si mostra così concreta e realistica tanto da poter quasi immaginarne il profumo.   Innanzitutto, è stata scoperta assieme a molte altre all’interno del forno, rimasto sigillato, di un panificio denominato “Pistrinum di Modestus” a Pompei e relativamente alla sua composizione, al tempo il cereale più usato era il farro che veniva macinato per ottenere la “farrina” (termine poi esteso ed indicare ogni cereale macinato, “la farina”).

Questo pane si presenta molto lievitato, di forma circolare, inciso in otto spicchi per poter essere spezzato senza coltello e in più, nella parte centrale dello spessore ha una strozzatura dovuta alla presenza di uno spago con relativa asola, che serviva per il suo trasporto e infine nella parte superiore è inciso un marchio che individuava l’appartenenza al proprietario e/o al produttore della pagnotta stessa.

Il dipinto centrale invece era nel “tablinium” (sala) affrescato di una piccola abitazione di Pompei denominata “casa del fornaio”(R.VII,3,30), nel quale viene raffigurato un banco da mercato dove sono presentate sia una varietà che una quantità di pani e pagnotte, e una figura maschile con tunica bianca porge una di queste ad uno dei personaggi posti di fronte.

Ad una analisi attenta la scena dipinta, che si distingue per il modo dettagliato e minuzioso dei particolari, è ad oggi variamente interpretata in quanto non è chiaro se è in corso una vendita o una donazione, ma di fatto rende immediatamente riscontrabile la varietà di pani visibili con quelli realmente rinvenuti a Pompei.

A cura di Arch. Luigi Rivetti

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