Salute

Conosci la stevia?

Growing-Stevia-Plant

Proveniente dal Sud America, arriva sul mercato un dolcificante completamente naturale come alternativa allo zucchero da tavola. Si tratta della Stevia, una pianta che è stata sottoposta a numerosi studi scientifici fino a quando l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ne ha assicurato la salubrità per il consumo umano.

Con il Regolamento europeo 1131/2011, la Commissione Europea ha approvato l’utilizzo degli steviosidi, o meglio dei glicosidi stevoidi (E960), che sono già sugli scaffali italiani sotto forma di dolcificanti da tavola.

Le foglie di Stevia vengono lavorate come quelle del tè per estrarne il dolcificante che pare sia ben 300 volte più potente dello zucchero.

stevia-edulcorante

E’ completamente senza calorie e non ha alcun valore nutritivo, non innalza la glicemia e non richiede quindi l’intervento dell’insulina, caratteristiche che fanno di quest’erba un’interessante opportunità per chi vuole ridurre il consumo di zuccheri semplici, per chi soffre di diabete, obesità e difficoltà nel perdere peso .

Questo tipo di edulcorante era stato vietato nel 1999, quando la Commissione sugli Additivi nei Cibi dell’OMS e il Comitato Scientifico per gli Alimenti dell’Unione Europea evidenziarono la cancerogenicità del suo metabolita “lo steviolo”.

Anni dopo però, nuovi studi scientifici ne hanno smentito i rischi di cancerogenicità e genotossicità, e Il recente parere positivo dell’EFSA ne ha concesso l’autorizzazione al commercio.

Alcuni studi hanno fissato le quantità massime utilizzabili nei prodotti, in funzione della dose giornaliera ammissibile (DGA) che è pari a 4 mg/kg di peso corporeo al giorno, sia per gli adulti che per i bambini.

Questo perchè secondo l’EFSA, una volta introdotto l’additivo nel mercato, l’esposizione dei bambini alla sostanza può oscillare tra 1 e 12,7 mg/kg al giorno, per colpa soprattutto dell’elevato consumo di soft drink e alimenti del commercio (trategie commerciali).

A tal proposito l’esecutivo di Bruxelles scrive:

“Tenendo conto del fatto che le bevande analcoliche possono contribuire in modo significativo all’assunzione di glicosidi steviolici, occorre prevedere una riduzione del livello di utilizzo per le bevande aromatizzate rispetto ai livelli di utilizzo proposti”. Ovvero, la Commissione autorizza l’uso dell’additivo nella quantità che l’industria ha chiesto, ma l’industria per ragioni di sicurezza è pregata di usarne di meno.

Considerando che l’autoregolamentazione dei produttori è piuttosto improbabile, spetta agli stessi consumatori scegliere bibite e alimenti con più consapevolezza.

In ultimo, le linee guida dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) sconsigliano  comunque l’uso di edulcoranti nei bambini fino a 3 anni.

slevia campo

 

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