Emozioni

Il cibo ci attira, che fare?

Il primo bisogno dell’essere umano è il cibo, la fame, il nutrimento. É un bene primario che ci lega e accomuna.

Questo i mass media lo sanno bene e per questo lo utilizzano in qualsiasi spot o pubblicità sia possibile. Viene proposto in un modo che lo rende irresistibile: con colori vivi, forme ben definite e geometriche, una mise en place impeccabile con sfondi da far sognare. Tutto per attirare e suscitare in noi quell’acquolina che da lì a poco verrà, per l’80% dei casi, soddisfatta.

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Il cibo è un prodotto che sarà sempre ben quotato sul mercato e noi dobbiamo imparare a frenare le nostre voglie e desideri perchè siamo talmente martellati da bei piatti e tentazioni che spesso perdiamo di vista il buono e il giusto. Overro prodotti di buona qualità nel giusto momento della giornata e nella giusta stagione.

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Da alcuni studi è emerso che durante l’arco della giornata prendiamo circa 200 decisioni riguardanti il cibo. In occasione dei pasti principali, degli aperitivi al bar, degli spuntini durante il giorno o davanti alla tv o dopo una serata in discoteca… In millesimi di secondi il nostro cervello capta tutti i segnali che arrivano dall’esterno e risponde a domande come: “lo mangio o non lo mangio? Ho fame o è solo un brontolio dovuto all’appetibilità di questo piatto? Mangio quello o questo? Faccio il bis o mi fermo? Lo bevo o non lo bevo? Ancora una patatina?..” Ogni volta che apriamo la bocca è perchè lo abbiamo prima deciso. Decisioni che avvengono più o meno consapevolmente. Per la maggior parte delle volte la scelta è condizionata dalla voglia, da chi e come ce lo offre, dall’ambiente, dalla bella presenza, dalla bellezza e grandezza dei piatti e posate e tante altre variabili.

Ci sono esperti che lavorano su tutte queste variabili per rendere il prodotto il più irresistible possibile. Ciò ci porta spesso erroneamente a comprare e/o ingurgitare degli alimenti inadeguati o in quantità esagerata.

Secondo Brian Wansink, direttore del Cornell Food and Brand Lab, nel libro “Mindless eating: Why We Eat More Than We Think” (Mangiare senza pensarci: perchè mangiamo di più di quello che vorremmo)  le decisioni vengono raramente dal cervello, ma soprattutto da situazioni contingenti. Per esempio, se ad un party distribuiscono delle portate, mangiamo quello che ci viene posto e non scegliamo quello che farebbe meglio al nostro caso. Se ci viene offerta una piccolo fetta di torta la mangiamo; se ci tocca una mega-fetta, la mangiamo lo stesso.

A casa nessuno ci obbliga quindi dobbiamo essere noi a gestire la nostra alimentazione. Quando invece siamo fuori casa dobbiamo imparare a gestire le “voglie” del nostro cervello.

Per cercare di contenere e risolvere questi momenti di incontenibile desiderio si possono attuare alcuni trucchetti come:

– Cercare di riconoscere se è fame fisica o fame emotiva o dovuta ad altri fattori

– Bere molta acqua dopo che si è messo in bocca il primo boccone

– Masticare lentamente

– Uscire a fare una passeggiata, telefonare ad un amico o scrivere

– Non mangiare davanti al computer o la tv in modo distratto ma sul tavolo in cucina o in sala

– Cercare di dare un nome a questa fame nervosa che spesso è il riflesso di un malessere interiore.

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Fonti:

Mangia, bevi, dormi 

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